Pignorare la prima casa: quando si può?Il creditore privato può sempre pignorare la prima casa. Quando il creditore è, invece, l’Agenzia delle Entrate, il pignoramento è possibile solo se la prima casa non è l’unico immobile del debitore o se è un bene di lusso, oppure se non è luogo di residenza del debitore. Questi limiti esistono solo per l’Agenzia delle Entrate, per le banche, le finanziarie, i fornitori o un altro soggetto privato (ad esempio l’ex moglie a cui non sono stati versati i dovuti alimenti) il pignoramento è sempre consentito e qualsiasi forma di opposizione può solo allungare i tempi del procedimento.

E’ preferibile vendere autonomamente l’immobile e saldare il debito in modo da gestire in prima persona la vendita, evitando che siano altri ad intervenire. Le aste, infatti, spesso non assicurano un buon corrispettivo perché il prezzo del bene scende se non ci sono offerte tempestive. C’è però il tempo di fare la giusta scelta perché il creditore per procedere al pignoramento dovrà possedere un titolo esecutivo.

Pignorare la prima casaCiò vuol dire avere una sentenza di condanna, un decreto ingiuntivo non opposto o dichiarato immediatamente esecutivo dal giudice (artt. 642, 647 e 648 c.p.c.) avere assegni bancari o circolari e cambiali, oppure l’atto ricevuto da notaio o da altro pubblico ufficiale (art. 474 c.p.c.), cartelle esattoriali non opposte o attestati di credito della SIAE. Non basta, quindi, non avere pagato una fattura di un fornitore, è necessario un decreto ingiuntivo dopo il quale si potrà sempre fare opposizione nel termine di quaranta giorni. La procedura comporta una spesa, per questo il creditore farà un’analisi costi/benefici e, se il debito non è elevato, preferirà una dilazione di pagamento che non comporta spese, o comunque cercherà di mediare per ottenere gran parte del dovuto.

Se il creditore è l’Agenzia delle Entrate il decreto del fare n. 69/2013 ha stabilito che l’ente può procedere

solo se non si tratta di unico immobile del debitore. Sono immobili non solo le case, anche terreni, capannoni, magazzini averne la proprietà comporta che tutti gli immobili saranno pignorabili. Le cantine, le soffitte o i giardini invece non sono immobili separati dalle abitazioni ma pertinenze, sono cioè destinati al servizio degli immobili. Gli immobili non sono valutati tutti nello stesso modo, avere come prima casa un bene di lusso non ne esclude il pignoramento. Il decreto del Ministero dei Lavori Pubblici del 2 agosto 1969 ne individua le caratteristiche, come per ville e castelli rispettivamente classificati dal catasto nelle apposite sezioni A/8 e A/9.

Altro limite al pignoramento è avere scelto come luogo di residenza l’immobile, il debitore non perderà la casa se non ha altro luogo in cui vivere. Inoltre il debito nei confronti dello Stato non deve essere inferiore a centoventimila euro e si può procedere solo se il valore catastale di tutti gli immobili posseduti dal debitore supera questo importo, così come stabilito dal D.L. n50 del 2017.
Insomma, per pignorare la prima casa, è importante avere chiaro che i privati hanno maggiore libertà d’azione, l’Agenzia delle Entrate invece è ancora vincolata in quanto la normativa tutela il diritto di abitazione del creditore e della sua famiglia e non consente il pignoramento nel caso di unico immobile.
Leggi anche:
0 Comments

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Contattami

Sending

©[2018] SARRECCHIA Davide Geometra

GEOMETRA Davide Sarecchia | Via della Croce 11 - 00040 Ardea (RM) - Italia | P.I. 11272991008|Cell. 3201557621    davide.sarrecchia@gmail.com

Log in with your credentials

Forgot your details?