Come pagare per ottenere le agevolazioni statali irpef 2018 in caso di ristrutturazione dell’immobile?

Quando si decide di ristrutturare la casa le agevolazioni statali irpef del 50%, ammesse fino al 31 dicembre 2018, non sono automatiche ma strettamente legate alla maniera in cui vengono eseguiti i pagamenti riguardanti i lavori. Occorre saldare con sistemi che assicurino la tracciabilità delle somme, ovvero con un bonifico parlante, postale o bancario. Pagare in contanti, senza poter documentare l’esborso, significa dover rinunciare al bonus ristrutturazioni 2018.

Sono sempre di più i proprietari, i titolari di un diritto reale di godimento, i locatari, i comodatari, gli imprenditori e i soci di cooperative che decidono di ristrutturare i propri immobili, o le parti comuni di edifici residenziali, in quanto incentivanti dalla possibilità di ottenere il bonus, pari allo sconto irpef del 50%, entro il tetto massimo di 96.000 euro e fino alla scadenza fissata per il 31 dicembre 2018.

La detrazione, del resto, si riferisce a numerosi lavori di ordinaria oppure di straordinaria manutenzione, compresi gli interventi per eliminare le barriere architettoniche e per conseguire un maggior risparmio energetico. Tuttavia, per poter beneficiare dell’abbattimento ai fini irpef, è fondamentale che i pagamenti delle opere vengano eseguiti a mezzo bonifico. La legge ammette sia il bonifico bancario che quello postale, cioè sistemi che permettono di documentare la causale e tutti i dettagli dell’uscita monetaria. Diversamente, chi paga con altri metodi, fra cui in contanti, non potrà ottenere alcun tipo di bonus.

Il bonifico parlante rappresenta l’unico sistema per poter trarre vantaggio della detrazione, purché venga eseguito in maniera corretta e riporti i dati prescritti. In particolare, il bonifico dovrà riportare la seguente causale: “bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Dpr 917/1986”. Inoltre, dovrà indicare il codice fiscale o la partita iva del beneficiario dello sconto irpef. Invece, nell’ipotesi in cui la spesa di ristrutturazione venga sostenuta da più soggetti occorre indicare i rispettivi codici fiscali.

Quando i lavori di ristrutturazione interessano i condomini occorre indicare non solo il codice fiscale del condominio interessato, ma anche quello dell’amministratore che esegue il pagamento. Le agevolazioni per la ristrutturazione, tuttavia, sono previste anche per i condomini che non hanno un amministratore, purché i pagamenti siano provati da bonifici parlanti correttamente eseguiti.

Si ricorda che la detrazione ai fini irpef può essere richiesta anche quando i lavori di ristrutturazione sono stati saldati attraverso un finanziamento. In questi casi il contribuente ottiene l’abbattimento del 50% ma sulla società o l’istituto finanziario che ha erogato il finanziamento incombe l’obbligo di bonificare la somma in nome e per conto del richiedente. Pertanto, il bonifico, anche in questo caso, riporterà il codice fiscale dell’interessato, oltre a quello del beneficiario dell’agevolazione.

Una volta chiarito come eseguire correttamente il pagamento per ottenere lo sconto irpef inerente la ristrutturazione 2018 si ricorda che recandosi presso l’istituto di credito o gli sportelli delle Poste Italiane esistono due possibilità per pagare tramite bonifico parlate. Infatti, oltre alla maniera tradizionale, che prevede la compilazione del modulo cartaceo, il contribuente può avvalersi della procedura online.

Ristrutturazione SoggiornoRistrutturazione cucinaLa raccolta di tutta la documentazione a dimostrazione del pagamento è l’ultimo passo per beneficiare della detrazione. Al fine di poter dimostrare di aver pagato i lavori di ristrutturazione a mezzo bonifico parlante il contribuente dovrà custodire la ricevuta. In aggiunta, dovrà conservare le fatture e le ricevute fiscali dei lavori e quella dell’imu. Nel caso di lavori di ristrutturazione che interessano i condomini occorre allegare anche la certificazione a firma dell’amministrazione condominiale. Le dichiarazioni di consenso del proprietario sono necessarie nel caso di lavori richiesti dal familiare non convivente o detentore dell’immobile.

In assenza di un titolo abitativo alla documentazione necessaria per la detrazione iperf 2018 si allega anche una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà con la data d’inizio dei lavori, la certificazione che attesti l’agevole esecuzione delle opere e la delibera condominiale che approvi gli interventi.

Sulla base del bonifico parlante e della documentazione che comprova i lavori di ristrutturazione si può beneficiare della quota di agevolazione prevista che, nel caso di condomini, verrà commisurata ai millesimi di proprietà e secondo quando versato dall’amministratore prima del 31 dicembre 2018.

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